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» Marco De Masi (jan. 2007) ||
Se in Italia c'è un musicista che ha assorbito la lezione di musicisti come Ornette Coleman ed Eric Dolphy, quello è Achille Succi: straordinario sassofonista (e clarinettista) dell'ottima formazione di Giancarlo Tossani, giunta al suo secondo disco per la Auand.
C'è da dire subito che "Coherent deformation" non contiene musica di facile fruizione: deformando gli ingredienti della tradizione afroamericana e quelli "colti" europei in un linguaggio coerente, pieno di energia, ma allo stesso tempo lontano dai consolidati e largamente apprezzati paradigmi del mainstream. E questo per l'arte è senza dubbio un bene. Forse però dal punto di vista della popolarità...
Le ambiguità armoniche di Hip hop zero up and down insieme all'imprevedibilità delle sue voci solistiche; il tema incisivo di Translated rooms seguito dall'improvvisazione free del sax alto sostenuta da una sezione ritmica esaltante; l'intelligenza armonica del leader Giancarlo Tossani non sono che un'incompleta rappresentazione per parole di un disco che andrebbe affrontato composizione per composizione per essere compreso veramente nel profondo.
Limitiamoci quindi a un'analisi più superficiale: la tensione e la vivacità che il quartetto riesce ad imporre ad ogni passaggio della propria musica, lasciandosi guidare non dalle strutture ma dal coinvolgimento emotivo nella creazione-improvvisazione di ogni brano, restituisce ai brani un sapore colemaniano e allo stesso tempo attuale. I temi sono spigolosi, pungenti; esposti dalle ance oppure dal piano, fanno da preludio alle improvvisazioni sostenute da complessi intrecci ritmici dove risalta la fortissima compattezza dell'organico che, tra gli scenari rarefatti di The fog e quelli più densi di Beauty So Difficult (risposta a Beauty is a rare thing, capolavoro di Ornette Coleman e titolo del primo disco dei Synapser) ci guiderà nella misteriosa esplorazione della propria musica. Ottimo.
Postato da Giancarlo il 02 febbraio 2007
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