Audio Review N° 434 di settembre 2021
I protagonisti di “Knots And Notes” si son presi una bella responsabilità reinterpretando a proprio modo, senza calligrafismi, alcune pagine sonore di William Parker.
A proposito di questo coraggioso esperimento, è lo stesso contrabbassista afroamericano a esprimersi: “Giancarlo Tossani e i Big Monitors hanno creato un nuovo suono per le mie composizioni, dando loro nuova vita. Bel lavoro. Grazie per la musica”. Pronunciate da uno come lui, autorevole e poco avvezzo ai complimenti, le parole acquistano peso.
Il pianista/tastierista Tossani è il perno e il “grande vecchio” del disco, egregiamente sostenuto da Tobia Bondesan (sax alto),Gabriele Mitelli (pocket trumpet, flicorno), Michele Bondesan (contrabbasso), Andrea Grillini (batteria) e, in due pezzi dalla voce asciutta e lunare di Amanda Noelia Roberts. I cinque episodi a firma dell’omaggiato costituiscono le fondamenta del disco, mentre i restanti otto per lo più sketch telegrafici – sono di Tossani, aiutato in due occasioni da Bondesan.
Nonostante la difficoltà dell’impresa, i Big Monitors riescono a piegare al loro gergo un repertorio legato inconfondibilmente alla figura e alle idee di Parker.
Molti i momenti da ricordare, a cominciare da “In Order To Survive” e “Old Tears”, con “assieme” incantatori nei quali i fiati, altalenando tra nenie popolari e free, paiono rimandare ai temi mediterranei familiari ai frequentatori del festival di Roccella Jonica (specie anni ’80 e ’90). Colpisce poi l’intro urticante del sax in “O’Neal’s Porch”: apre le porte alle traiettorie ellittiche di tromba e pianoforte e ai battiti palpitanti di Grillini.
Così ricco di talenti, il nuovo jazz non dà idea di essere in crisi.
Enzo Pavoni
