Giancarlo Tossani
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Category: News

Recensione di “Audio Review”, settembre 2021

  • 26 Settembre 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · News · Press

Audio Review N° 434 di settembre 2021

I protagonisti di “Knots And Notes” si son presi una bella responsabilità reinterpretando a proprio modo, senza calligrafismi, alcune pagine sonore di William Parker.

A proposito di questo coraggioso esperimento, è lo stesso contrabbassista afroamericano a esprimersi: “Giancarlo Tossani e i Big Monitors hanno creato un nuovo suono per le mie composizioni, dando loro nuova vita. Bel lavoro. Grazie per la musica”. Pronunciate da uno come lui, autorevole e poco avvezzo ai complimenti, le parole acquistano peso.

Il pianista/tastierista Tossani è il perno e il “grande vecchio” del disco, egregiamente sostenuto da Tobia Bondesan (sax alto),Gabriele Mitelli (pocket trumpet, flicorno), Michele Bondesan (contrabbasso), Andrea Grillini (batteria) e, in due pezzi dalla voce asciutta e lunare di Amanda Noelia Roberts. I cinque episodi a firma dell’omaggiato costituiscono le fondamenta del disco, mentre i restanti otto per lo più sketch telegrafici – sono di Tossani, aiutato in due occasioni da Bondesan.

Nonostante la difficoltà dell’impresa, i Big Monitors riescono a piegare al loro gergo un repertorio legato inconfondibilmente alla figura e alle idee di Parker.

Molti i momenti da ricordare, a cominciare da “In Order To Survive” e “Old Tears”, con “assieme” incantatori nei quali i fiati, altalenando tra nenie popolari e free, paiono rimandare ai temi mediterranei familiari ai frequentatori del festival di Roccella Jonica (specie anni ’80 e ’90). Colpisce poi l’intro urticante del sax in “O’Neal’s Porch”: apre le porte alle traiettorie ellittiche di tromba e pianoforte e ai battiti palpitanti di Grillini.

Così ricco di talenti, il nuovo jazz non dà idea di essere in crisi.

Enzo Pavoni

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Recensione di “Musica Jazz”, settembre 2021

  • 18 Settembre 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · News · Press

BIG MONITORS
Knots And Notes

Questo interessante lavoro reca una duplice impronta. Da un lato, è animato dalle doti compositive e dalle capacità di coordinatore di Tossani, musicista poco conosciuto e decisamente sottovalutato. Dall’altra, è contrassegnato dalla figura di William Parker (autore di entusiastici apprezzamenti nelle note di copertia), del quale vengono riprese e reinterpretate alcune composizioni. Si tratta nell’ordine di In Order To Survive, Hunk Pappa Blues, Old Tears, Vermeer e O’ Neal’s Porch. Gli altri dieci brani sono firmati da Tossani, due dei quali in collaborazione con Tobia Bondesan.
Nella scrittura di Tossani confluiscono e si fondono armoniosamente elementi diversi. Nel disegno stringato, aperto e incisivo di alcuni temi si coglie l’eredità di Ornette Coleman. Negli insiemi liberi, ma pur sempre disciplinati, si avvertono alcuni tratti distintivi dell’AACM di Chicago. La matrice afro-americana si rafforza ovviamente negli efficaci arrangiamenti dei brani di Parker, che assumono la forma di vere e proprie rielaborazioni.
L’impiego dell’elettronica è discreto e funzionale alla gamma timbrica, e sfrutta l’apporto dei sintetizzatori modulari di Mitelli e di quelli virtuali di Tossani. Da non sottovalutare poi, sotto il profilo timbrico, il contributo del piano elettrico Wurlitzer. I frequenti, densi collettivi sono alimentati da stimolanti impasti timbrici e da una vitale energia ritmica. La pocket trumpet o il flicorno alto di Mitelli e il sax alto di Tobia Bondesan, pregno di un sanguigno blues feeling, instaurano una dialettica proficua, ricca di felici intuizioni e impennate spregiudicate. Fratello di Tobia e come lui formatosi nei seminari di Siena Jazz sotto la guida di Silvia Bolognesi, Michele Bondesan possiede uno stile asciutto e pregnante al tempo stesso, grande merito di Tossani è quello di essersi avvalso di giovani musicisti (età media intorno ai trent’anni) intraprendenti e ben disposti a rischiare.

(Boddi, SETTEMBRE 2021 MUSICA JAZZ)

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MUSICX STORIES – Cremona dove vive la musica, prodotto da TEDxCremona

  • 29 Luglio 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · News

Grazie a TEDxCremona per avermi invitato a dare il mio piccolo contributo a questo racconto sulla musica a Cremona e per avere utilizzato un brano tratto da “Strange Spy” (più o meno a partire da un terzo del video).

La musica vive a Cremona: ecco il docu-film del TEDx. Quattrodici voci raccontano l’anima sonora della città, sempre più connessa con il mondo: https://www.laprovinciacr.it/video/cultura-e-spettacoli/360904/la-musica-vive-a-cremona-ecco-il-docu-film-del-tedx.html

 

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Il questionario di Proust (All About Jazz)

  • 17 Maggio 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · News · Press

https://www.allaboutjazz.com/giancarlo-tossani-e-il-questionario-di-proust

Giancarlo Tossani e il Questionario di Proust

Giancarlo Tossani e il Questionario di Proust

Photo credit: Danilo Codazzi

Paolo PevianiBy PAOLO PEVIANI
April 7, 2021
Il tratto principale della mia musica
Emozione e riflessione, equilibrio tra scrittura e improvvisazione (così dicono…).
La qualità che desidero nei musicisti che suonano con me
Affinità musicale e umana, cos’altro sennò?
Come musicista, il momento in cui sono stato più felice
Quando ho scoperto che si poteva “viaggiare” leggeri, seguendo la propria strada.
Come musicista, il mio principale difetto
Non sono abbastanza ostinato.
La mia più grande paura quando suono
In realtà ho più paura quando non suono. Certo da pianista la paura è sempre quella di non trovare il pianoforte che ti (cor)risponda.
Sogno di suonare
Ancora per molto tempo.

 

La mia fonte di ispirazione
Occhi, orecchie, etc…

 

I miei musicisti preferiti
Miles Davis, Paul Bley, Ornette Coleman, Aphex Twin, Tim Berne, Craig Taborn e mille altri.

I miei dischi da isola deserta
Andare su un’isola deserta me lo immagino un po’ come fare un lungo viaggio in auto, quindi…
Le Variazioni Goldberg (suonate da Glenn Gould)
Miles Davis, Bitches Brew
Jimmy Giuffre Jimmy Giuffre 3—1961
Craig Taborn, Junk Magic
Lou Reed, Live in Berlin
Joni Mitchell, Shadows and Light
Kenny Wheeler, Music for Small and Large Ensemble
e mille altri se potessi.

La canzone che fischio sotto la doccia
Me ne guardo bene, piuttosto mi faccio un bagno.

I miei pittori preferiti
Francis Bacon, Jannis Kounellis, Jan Vermeer, Caravaggio, Osvaldo Licini, Valerio Adami, Christian Boltanski, Mark Rothko e mille altri.

I miei film preferiti
Ne metto un paio che in qualche maniera sono entrati nei miei CD. The Fog di John Carpenter (“The Fog Theme” in Beauty Is a Rare Thing); Bande à Part di Jean-Luc Godard (“Band Up Art” in Coherent Deformation). Sempre di Godard, inevitabilmente, À Bout de Souffle. Tutto Stanley Kubrick, François Truffaut, Robert Altman e mille altri…

I miei scrittori preferiti
David Foster Wallace (tant’è che a lui ho dedicato anche un brano in “Strange Spy”); Philip Dick e la sua biografia di Emmanuel Carrère; Cormac McCarthy, James Joyce, Gustave Flaubert, Jerome D. Salinger; due Don: Don De Lillo e Don Winslow, e mille altri…

La mia occupazione preferita
Leggere, viaggiare appena possibile.

Il dono di natura che vorrei avere
Non so. Avere dei doni di natura? Tutto sarebbe più facile ma forse più noioso.

Nella musica, la cosa che detesto di più.
La prevedibilità.

Gli errori musicali che mi ispirano maggiore indulgenza
Per gli errori ci vuole comprensione.

Il pezzo che vorrei venisse suonato al mio funerale
Senza presunzione. “Cantus in Memoriam Benjamin Britten” di Arvo Part.

Lo stato attuale della mia attività musicale
In attesa impaziente.

Il mio motto
Meglio un errore oggi che la perfezione domani?

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Nella playlist di All About Jazz Radio: Mondo Jazz

  • 27 Aprile 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · Events · News

https://www.allaboutjazz.com/don-cherry-big-monitors-john-coltrane-emanuele-passerini-don-cherry

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Nuovamente nella playlist di Maurice Hogue (All About Jazz radio)!

  • 23 Aprile 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · Events · News

Nuovamente nella playlist di Maurice Hogue | One Man’s Jazz su All About Jazz!

21 aprile, 2021
https://www.allaboutjazz.com/fredrik-nordstrom-jeff-albert-and-charles-lloyd-jeff-albert

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“Knots and Notes” nella playlist a cura di Peter Slavid @ UK Jazz Radio Stations

  • 15 Aprile 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · Events · News

“Knots and Notes” nella playlist a cura di Peter Slavid @ UK Jazz Radio Stations

Listen here https://www.mixcloud.com/ukjazz/new-releases-of-european-modern-jazz-first-broadcsat-on-april-11th/

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http://www.giancarlotossani.com/wp-content/uploads/playlist-UK-Peter-Slavid-11-apr-2021.mp3

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Nella playlist di Maurice Hogue (All About Jazz)

  • 14 Aprile 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · Events · News

 “Italian pianist Giancarlo Tossani leads a great band through William Parker-inspired music”

Listen here  https://www.allaboutjazz.com/sarah-murcia-thumbscrew-and-giancarlo-tossani-sarah-murcia

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http://www.giancarlotossani.com/wp-content/uploads/maurice-Hogue-14-apr-2021talks-poi-brano.mp3

 

 

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“Knots and Notes” nella playlist di Radio Free Brooklyn

  • 12 Aprile 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · Events · News

https://spinitron.com/RFB/pl/12965801/Mondo-Jazz

Listen here https://www.mixcloud.com/MondoJazz/don-cherry-big-monitors-john-coltrane-emanuele-passerini-mondo-jazz-151-2/

or just listen to the excerpt

http://www.giancarlotossani.com/wp-content/uploads/radio-brooklyn.mp3

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Recensione a “Knots and Notes” di Offtopic Magazine

  • 9 Aprile 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · News · Press

https://offtopicmagazine.net/2021/04/09/big-monitors-knots-and-notes/

Potremmo definire Knots and Notes un esperimento, ma in fondo tutti i lavori musicali ed artistici, in senso lato, sono degli esperimenti, il cui esito positivo o negativo sarà disvelato, non solo e non tanto per il successo che il disco o il concerto avrà presso il pubblico, quanto per il tempo in cui sarà ricordato. Giancarlo Tossani, pianista, compositore e, se possiamo dirlo, sperimentatore sociologico-musicale con Auand Records, etichetta discografica che dell’esplorazione alla ricerca di nuovi talenti ha fatto la sua stessa ragione d’essere, hanno provato a riunire cinque musicisti di generazioni diverse attorno ad un nome importante del jazz, ovvero quello del grande contrabbassista free William Parker. Così Gabriele Mitelli (tromba, filicorno contralto, synth), Tobia “Bobby” Bondesan (sax alto), Michele Bondesan (contrabbasso), Andrea Grillini (batteria), Amanda Noelia Roberts (alla voce in due pezzi), si sono cimentati in questo “esperimento di laboratorio”.

Certo “la traccia William Parker” è piuttosto impegnativa, ma l’esame (di maturità per i più giovani), sembra superato e sembrano confermate tutte le grandi doti dei musicisti più esperti. Slipped incomincia con cigolii e sussurri free, come nelle migliori delle tradizioni, dove la tromba dipinge pennellate di sorprendenti solitudini in uno scenario minimale che lascia intravedere spiragli di possibili discorsi musicali. Una diversa, colorata e multiforme atmosfera la si respira nel secondo brano In Order To Survive, che con il suo “pieno” sembra contrapporsi ai “vuoti” del primo; di impronta caratteristicamente free, ha un convincente dialogo di fiati tra Gabriele Mitelli e Bobby Bondesan. Il disco corre via veloce tra asperità e tracce meno ardue, come nel caso della bellissima Hunk Pappa Blues Junk Meal (magnifica summa di due brani). Confesso di avere una naturale predisposizione per il minimalismo atonale e Lashing mi sembra a tale proposito, di cristallina bellezza ed equilibrio. Magnifico per intensità e sperimentazione Autumn Leaves Vermeer, con la la bella voce cantante-recitante di Amanda Noelia Roberts, un testo composito su sogno e libertà che va ad incastonarsi come un gioiello nella partitura e dove il contrabbasso di Michele Bondesan sembra dividere in due il brano. Di rarefatta bellezza rumoristica l’attacco di Mr. Reeve, che in un crescendo imponente e corposo, termina poi con una possente sessione ritmica di sax distorto e lacerante. Si chiude in bellezza con ONeals Porch che volteggia tra un energetico free jazz e ricercatezze più pacate. Un filo che lega più generazioni, anzi più che un filo, una matassa di fili, come ottimamente illustrato nella bella copertina di Carmine Caletti; un disco che fa sua la lezione del free, la ridisegna sotto l’egida del grande William Parker, guida ideale e riferimento sicuro di chi non è, e non vuole essere mai, sicuro di nulla, come ogni jazzista che si rispetti.

(Mario Grella)

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