Giancarlo Tossani
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Protetto: nightrumor_private

  • 1 Ottobre 2024
  • Giancarlo Tossani
  • · Press

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JazzIt consiglia!

  • 11 Marzo 2022
  • Giancarlo Tossani
  • · News · Press

Here I am among the listening recommendations of JazzIt!

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Recensione di “Knots and Notes”, JazzItalia

  • 8 Dicembre 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · News · Press

Debutta con il cd “Knots and Notes” la nuova formazione di Giancarlo Tossani “Big Monitors”, costituita da strumentisti di generazioni differenti, uniti in un progetto incentrato sulla musica di William Parker. I pezzi originali, principalmente del band-leader, però, si alternano nel disco alle composizioni del contrabbassista afro-americano e fanno da intercapedine virtuosa fra un brano e l’altro, derivati dal songbook parkeriano. La musica dell’album racchiude, in tutto e per tutto, le stimmate del mondo espressivo di William Parker, personaggio dalla visione estetica apertissima, dal jazz alla musica contemporanea, con un background che affonda le sue radici sul versante etnico. Così si possono riconoscere lo spirito del blues, profondo e terrigno, nel mood complessivo dell’album, i procedimenti tipici del free con il vociferare contrastato, irsuto, fra tromba e sassofono, il retrogusto popolare, nelle melodie semplici e iterate che si affacciano dopo introduzioni informali, in via di definizione, di passaggio in passaggio. Sì, perché, solitamente, ad un inizio astratto, privo di un polo di attrazione, si avvicendano un ritmo, una forma distinta, a cui tutti contribuiscono a concedere carattere e risalto.

Ancora una volta, poi, Giancarlo Tossani ha visto giusto nella scelta dei suoi partners. Il sassofonista Tobia Bondesan e il trombettista Giancarlo Mitelli sono dotati di un linguaggio articolato fra tradizione e avanguardia, libero da qualsiasi tipo di remora o di laccio, allo stesso tempo in continuità con la lezione dei maestri del jazz, soprattutto con la scena di Chicago, vicino, cioè, alle peculiarità idiomatiche dei maestri dell’ AACM. La batteria di Andrea Grillini, per contro, opera in modalità assolo-permanente, disseminando colpi sparpagliati ad arte negli incipit, dando sfogo ad una energia svincolata da obblighi di accompagnamento in certe sequenze, o marcando il tempo, quando tutti eseguono i temi regolarmente, seguendo, cioè, un’idea melodica e lavorandoci attorno senza digressioni estemporanee.

Michele Bondesan, impegnato al contrabbasso, lo strumento principale di William Parker, assolve al suo compito garantendo un supporto flessibile e solido. Il giovane Bondesan dimostra di non avere soverchi timori, cioè, per il confronto con il gigante.
E’ veramente sorprendente, inoltre, l’apporto, in due brani, della vocalist Amanda Roberts, che canta strascinando i versi con un pathos affiorante a pelo d’acqua e con eguale incisività si adopera nella modulazione delle parole nei recitativi. Una vera scoperta! Il pianoforte di Tossani, da parte sua, annuncia gli spunti motivici e regge l’intera impalcatura del quintetto (più una ospite) fungendo da regista delle operazioni. Il sintetizzatore del leader, infine, punteggia i momenti meno strutturati dell’opera, realizzando effetti elettronici (in)congruenti con il timbro della band.

Giancarlo Tossani, dopo le brillanti imprese con “Synapser” e un capitolo in solitaria, viene fuori con un disco di pregio similare, omaggiando a modo suo la figura di William Parker, evitando una pura riproposizione filologica, per entrare dentro quelle partiture e scoprire quanto possano le medesime offrire stimoli per crescere individualmente come musicisti e globalmente come gruppo.

Gianni Montano per Jazzitalia

http://www.jazzitalia.net/recensioni/knotsandnotes.asp#.YbDGB8HMKds

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Recensione di “Audio Review”, settembre 2021

  • 26 Settembre 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · News · Press

Audio Review N° 434 di settembre 2021

I protagonisti di “Knots And Notes” si son presi una bella responsabilità reinterpretando a proprio modo, senza calligrafismi, alcune pagine sonore di William Parker.

A proposito di questo coraggioso esperimento, è lo stesso contrabbassista afroamericano a esprimersi: “Giancarlo Tossani e i Big Monitors hanno creato un nuovo suono per le mie composizioni, dando loro nuova vita. Bel lavoro. Grazie per la musica”. Pronunciate da uno come lui, autorevole e poco avvezzo ai complimenti, le parole acquistano peso.

Il pianista/tastierista Tossani è il perno e il “grande vecchio” del disco, egregiamente sostenuto da Tobia Bondesan (sax alto),Gabriele Mitelli (pocket trumpet, flicorno), Michele Bondesan (contrabbasso), Andrea Grillini (batteria) e, in due pezzi dalla voce asciutta e lunare di Amanda Noelia Roberts. I cinque episodi a firma dell’omaggiato costituiscono le fondamenta del disco, mentre i restanti otto per lo più sketch telegrafici – sono di Tossani, aiutato in due occasioni da Bondesan.

Nonostante la difficoltà dell’impresa, i Big Monitors riescono a piegare al loro gergo un repertorio legato inconfondibilmente alla figura e alle idee di Parker.

Molti i momenti da ricordare, a cominciare da “In Order To Survive” e “Old Tears”, con “assieme” incantatori nei quali i fiati, altalenando tra nenie popolari e free, paiono rimandare ai temi mediterranei familiari ai frequentatori del festival di Roccella Jonica (specie anni ’80 e ’90). Colpisce poi l’intro urticante del sax in “O’Neal’s Porch”: apre le porte alle traiettorie ellittiche di tromba e pianoforte e ai battiti palpitanti di Grillini.

Così ricco di talenti, il nuovo jazz non dà idea di essere in crisi.

Enzo Pavoni

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Recensione di “Musica Jazz”, settembre 2021

  • 18 Settembre 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · News · Press

BIG MONITORS
Knots And Notes

Questo interessante lavoro reca una duplice impronta. Da un lato, è animato dalle doti compositive e dalle capacità di coordinatore di Tossani, musicista poco conosciuto e decisamente sottovalutato. Dall’altra, è contrassegnato dalla figura di William Parker (autore di entusiastici apprezzamenti nelle note di copertia), del quale vengono riprese e reinterpretate alcune composizioni. Si tratta nell’ordine di In Order To Survive, Hunk Pappa Blues, Old Tears, Vermeer e O’ Neal’s Porch. Gli altri dieci brani sono firmati da Tossani, due dei quali in collaborazione con Tobia Bondesan.
Nella scrittura di Tossani confluiscono e si fondono armoniosamente elementi diversi. Nel disegno stringato, aperto e incisivo di alcuni temi si coglie l’eredità di Ornette Coleman. Negli insiemi liberi, ma pur sempre disciplinati, si avvertono alcuni tratti distintivi dell’AACM di Chicago. La matrice afro-americana si rafforza ovviamente negli efficaci arrangiamenti dei brani di Parker, che assumono la forma di vere e proprie rielaborazioni.
L’impiego dell’elettronica è discreto e funzionale alla gamma timbrica, e sfrutta l’apporto dei sintetizzatori modulari di Mitelli e di quelli virtuali di Tossani. Da non sottovalutare poi, sotto il profilo timbrico, il contributo del piano elettrico Wurlitzer. I frequenti, densi collettivi sono alimentati da stimolanti impasti timbrici e da una vitale energia ritmica. La pocket trumpet o il flicorno alto di Mitelli e il sax alto di Tobia Bondesan, pregno di un sanguigno blues feeling, instaurano una dialettica proficua, ricca di felici intuizioni e impennate spregiudicate. Fratello di Tobia e come lui formatosi nei seminari di Siena Jazz sotto la guida di Silvia Bolognesi, Michele Bondesan possiede uno stile asciutto e pregnante al tempo stesso, grande merito di Tossani è quello di essersi avvalso di giovani musicisti (età media intorno ai trent’anni) intraprendenti e ben disposti a rischiare.

(Boddi, SETTEMBRE 2021 MUSICA JAZZ)

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Recensione “Knots And Notes” il Manifesto/Alias

  • 24 Agosto 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · Press

Knots and Notes dei Big Monitors è un disco importante tutto dedicato alle composizioni magmatiche di William Parker (che ha sottoscritto entusiasta il progetto, nelle note), interpolate a momenti di scrittura di Giancarlo Tossani, in quintetto elettrico-acustico-elettronico, e con la voce di Amanda Noelia Roberts. Un lavoro che resterà, su cui tornare.

(Guido Festinese, Il Manifesto/Alias, 10 aprile 2021)

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Il questionario di Proust (All About Jazz)

  • 17 Maggio 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · News · Press

https://www.allaboutjazz.com/giancarlo-tossani-e-il-questionario-di-proust

Giancarlo Tossani e il Questionario di Proust

Giancarlo Tossani e il Questionario di Proust

Photo credit: Danilo Codazzi

Paolo PevianiBy PAOLO PEVIANI
April 7, 2021
Il tratto principale della mia musica
Emozione e riflessione, equilibrio tra scrittura e improvvisazione (così dicono…).
La qualità che desidero nei musicisti che suonano con me
Affinità musicale e umana, cos’altro sennò?
Come musicista, il momento in cui sono stato più felice
Quando ho scoperto che si poteva “viaggiare” leggeri, seguendo la propria strada.
Come musicista, il mio principale difetto
Non sono abbastanza ostinato.
La mia più grande paura quando suono
In realtà ho più paura quando non suono. Certo da pianista la paura è sempre quella di non trovare il pianoforte che ti (cor)risponda.
Sogno di suonare
Ancora per molto tempo.

 

La mia fonte di ispirazione
Occhi, orecchie, etc…

 

I miei musicisti preferiti
Miles Davis, Paul Bley, Ornette Coleman, Aphex Twin, Tim Berne, Craig Taborn e mille altri.

I miei dischi da isola deserta
Andare su un’isola deserta me lo immagino un po’ come fare un lungo viaggio in auto, quindi…
Le Variazioni Goldberg (suonate da Glenn Gould)
Miles Davis, Bitches Brew
Jimmy Giuffre Jimmy Giuffre 3—1961
Craig Taborn, Junk Magic
Lou Reed, Live in Berlin
Joni Mitchell, Shadows and Light
Kenny Wheeler, Music for Small and Large Ensemble
e mille altri se potessi.

La canzone che fischio sotto la doccia
Me ne guardo bene, piuttosto mi faccio un bagno.

I miei pittori preferiti
Francis Bacon, Jannis Kounellis, Jan Vermeer, Caravaggio, Osvaldo Licini, Valerio Adami, Christian Boltanski, Mark Rothko e mille altri.

I miei film preferiti
Ne metto un paio che in qualche maniera sono entrati nei miei CD. The Fog di John Carpenter (“The Fog Theme” in Beauty Is a Rare Thing); Bande à Part di Jean-Luc Godard (“Band Up Art” in Coherent Deformation). Sempre di Godard, inevitabilmente, À Bout de Souffle. Tutto Stanley Kubrick, François Truffaut, Robert Altman e mille altri…

I miei scrittori preferiti
David Foster Wallace (tant’è che a lui ho dedicato anche un brano in “Strange Spy”); Philip Dick e la sua biografia di Emmanuel Carrère; Cormac McCarthy, James Joyce, Gustave Flaubert, Jerome D. Salinger; due Don: Don De Lillo e Don Winslow, e mille altri…

La mia occupazione preferita
Leggere, viaggiare appena possibile.

Il dono di natura che vorrei avere
Non so. Avere dei doni di natura? Tutto sarebbe più facile ma forse più noioso.

Nella musica, la cosa che detesto di più.
La prevedibilità.

Gli errori musicali che mi ispirano maggiore indulgenza
Per gli errori ci vuole comprensione.

Il pezzo che vorrei venisse suonato al mio funerale
Senza presunzione. “Cantus in Memoriam Benjamin Britten” di Arvo Part.

Lo stato attuale della mia attività musicale
In attesa impaziente.

Il mio motto
Meglio un errore oggi che la perfezione domani?

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Recensione a “Knots and Notes” di Offtopic Magazine

  • 9 Aprile 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · News · Press

https://offtopicmagazine.net/2021/04/09/big-monitors-knots-and-notes/

Potremmo definire Knots and Notes un esperimento, ma in fondo tutti i lavori musicali ed artistici, in senso lato, sono degli esperimenti, il cui esito positivo o negativo sarà disvelato, non solo e non tanto per il successo che il disco o il concerto avrà presso il pubblico, quanto per il tempo in cui sarà ricordato. Giancarlo Tossani, pianista, compositore e, se possiamo dirlo, sperimentatore sociologico-musicale con Auand Records, etichetta discografica che dell’esplorazione alla ricerca di nuovi talenti ha fatto la sua stessa ragione d’essere, hanno provato a riunire cinque musicisti di generazioni diverse attorno ad un nome importante del jazz, ovvero quello del grande contrabbassista free William Parker. Così Gabriele Mitelli (tromba, filicorno contralto, synth), Tobia “Bobby” Bondesan (sax alto), Michele Bondesan (contrabbasso), Andrea Grillini (batteria), Amanda Noelia Roberts (alla voce in due pezzi), si sono cimentati in questo “esperimento di laboratorio”.

Certo “la traccia William Parker” è piuttosto impegnativa, ma l’esame (di maturità per i più giovani), sembra superato e sembrano confermate tutte le grandi doti dei musicisti più esperti. Slipped incomincia con cigolii e sussurri free, come nelle migliori delle tradizioni, dove la tromba dipinge pennellate di sorprendenti solitudini in uno scenario minimale che lascia intravedere spiragli di possibili discorsi musicali. Una diversa, colorata e multiforme atmosfera la si respira nel secondo brano In Order To Survive, che con il suo “pieno” sembra contrapporsi ai “vuoti” del primo; di impronta caratteristicamente free, ha un convincente dialogo di fiati tra Gabriele Mitelli e Bobby Bondesan. Il disco corre via veloce tra asperità e tracce meno ardue, come nel caso della bellissima Hunk Pappa Blues Junk Meal (magnifica summa di due brani). Confesso di avere una naturale predisposizione per il minimalismo atonale e Lashing mi sembra a tale proposito, di cristallina bellezza ed equilibrio. Magnifico per intensità e sperimentazione Autumn Leaves Vermeer, con la la bella voce cantante-recitante di Amanda Noelia Roberts, un testo composito su sogno e libertà che va ad incastonarsi come un gioiello nella partitura e dove il contrabbasso di Michele Bondesan sembra dividere in due il brano. Di rarefatta bellezza rumoristica l’attacco di Mr. Reeve, che in un crescendo imponente e corposo, termina poi con una possente sessione ritmica di sax distorto e lacerante. Si chiude in bellezza con ONeals Porch che volteggia tra un energetico free jazz e ricercatezze più pacate. Un filo che lega più generazioni, anzi più che un filo, una matassa di fili, come ottimamente illustrato nella bella copertina di Carmine Caletti; un disco che fa sua la lezione del free, la ridisegna sotto l’egida del grande William Parker, guida ideale e riferimento sicuro di chi non è, e non vuole essere mai, sicuro di nulla, come ogni jazzista che si rispetti.

(Mario Grella)

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“Knots and Notes”: comunicato stampa ITA-ENG

  • 3 Marzo 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · Big Monitors · News · Press

Knots and Notes: un filo che lega più generazioni

nel nuovo album di Giancarlo Tossani per Auand

Il pianista guida i suoi Big Monitors

Un vivace confronto con artisti giovani e giovanissimi

per un omaggio alla produzione di William Parker

A metà tra l’indagine musicale e l’esperimento sociologico, il nuovo album a guida di Giancarlo Tossani per Auand Records punta a mettere cinque musicisti di generazioni diverse a confronto con il repertorio di un eclettico del free jazz (e non solo) come il contrabbassista William Parker. “Knots and Notes” nasce così, con una forte spinta generata non solo dalla curiosità ma da ciò che lega (e slega) esseri umani con background differenti, vissuti in epoche che hanno solo qualche decennio in comune, a volte addirittura solo pochi anni. Sono i Big Monitors, quintetto che vede insieme al pianista e compositore anche Gabriele Mitelli (tromba, flicorno contralto, synth), Tobia “Bobby” Bondesan (sax alto), Michele Bondesan (contrabbasso), Andrea Grillini (batteria), e la partecipazione della giovanissima Amanda Noelia Roberts (alla voce in due tracce).

«Questa idea – racconta Tossani – è nata quando Michele Bondesan mi ha proposto alcuni brani di William Parker per un concerto che avevamo in programma. Pur non essendo un conoscitore esaustivo di un musicista così prolifico e variegato la faccenda mi ha intrigato: io sono più o meno della stessa generazione musicale di William Parker, mentre Michele ha poco più di vent’anni. Come una diversa generazione ascolta, intende e interpreta questa musica rispetto a chi, come me, ha un percorso storico-musicale differente? Quindi non è semplicemente una rilettura o un, per quanto doveroso, omaggio: è anche una riflessione su eredità e cambiamento, ripetizione e differenza».

Il talento sfaccettato e smisurato di William Parker, che si è espresso tramite la musica, la poesia e molte altre forme d’arte, diventa il filo rosso che in questo lavoro continua a unire e abbracciare mondi apparentemente distanti. «Nel jazz – continua il pianista – le note si suonano insieme, sono strettamente annodate, e anche diverse generazioni di musicisti annodano efficacemente i loro linguaggi. La scelta dei musicisti per me comporta sempre necessariamente sodalizio, amicizia e affinità. Il lavoro di preparazione e la responsabilità dell’editing finale sono miei ma come sempre nei miei lavori lascio degli spazi bianchi da colorare in corso d’opera, così da sorprendermi e scoprire anch’io cosa può scaturirne. Tobia Bondesan ha anche scritto sul momento due temi su canovacci miei». Così si annodano anche i brani, come per esempio “Hunk Pappa (W. Parker) + Junk Meal” dove assonanze e giochi di parole intrecciano due composizioni gemelle «per somiglianza e inversione».

Giancarlo Tossani and Big Monitors have created a new sound from my compositions giving them a new life, this is always an exciting treat. Also I enjoyed the original compositions.

Getting to the essence of the music; unique arrangements and performances not only of my music but their own compositions. “Knots and Notes” rises up and takes off .

All that we can ask of any musician is to be oneself. This music finds its own voice. A voice that is much needed in this time.

Great Job. Thank you for the Music.

William Parker

“Knots and Notes” tie generations in Giancarlo Tossani’s new album, out now on Auand
The Italian pianist leads his band Big Monitors a lively dialogue with young artists and a tribute to William Parker

Halfway between music investigation and sociological experiment, Giancarlo Tossani’s new album on Auand Records aims at putting together different generations and have them face the vast repertoire of such a multifaceted free jazz name as double bass player William Parker.

Generated by curiosity and connections (and also disconnections) between human beings belonging to different worlds, “Knots and Notes” showcases the talent of Big Monitors, a quintet led by Tossani and featuring Gabriele Mitelli (pocket trumpet, alto flugelhorn, synths), Tobia “Bobby” Bondesan (alto sax), Michele Bondesan (double bass), Andrea Grillini (drums), and a special appearance by the teenager singer Amanda Noelia Roberts (vocals on two tracks).

«We had this idea – Tossani recalls – when Michele Bondesan suggested some William Parker tunes for a live show we had scheduled. I was not a connoisseur of his vast and varied art, but I was intrigued by that: I belong to the William Parker generation, but Michele is in his twenties. When experiencing that music, what will his young generation listen to and relate to, compared to me and my musical and personal background, which belongs to different decades? This is not just a tribute, even if appropriate. It’s also a reflection on legacy and changes, repetition and difference».

William Parker’s multifaceted and huge talent, expressed through music, poetry and many other art forms, becomes the common thread in this album, embracing distant points in time. «In jazz music – the pianist says – notes are played at the same time, and they are tied together, bonded, much like the different generations connecting their languages. When I pick a musician, it’s always a matter of friendship, similarity, and fellowship. The prep work and the final edits are mine here, but I usually leave some blank space for my fellow musicians to fill when we’re working on it – I’m always surprised by the outcome. Tobia Bondesan has even come up with two themes on some of my outlines.» This is how tracks are tied together too, such as “Hunk Pappa (W. Parker) + Junk Meal”, which highlights puns and assonances of two compositions that can be paired «by affinity and change in direction.»

http://www.ijm.it/component/music/display/983

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“Knots and Notes” album della settimana per All About Jazz

  • 5 Aprile 2021
  • Giancarlo Tossani
  • · Big Monitors · News · Press

Big Monitors: Knotes And Notes

Vincenzo RoggeroBy VINCENZO ROGGERO
April 5, 2021
https://www.allaboutjazz.com/knotes-and-notes-big-monitors-auand

Big Monitors: Knotes and Notes

Certo William Parker e la sua musica sono la ragione, il combustibile di Knots and Notes, ma l’album è molto di più di un semplice omaggio ad un protagonista assoluto della musica improvvisata (e di altre forme artistiche ad essa collegata) degli ultimi quarant’anni. Nato quasi per caso da un’intuizione che poi è diventata una sfida (l’approccio, le riflessioni, l’interpretazione, gli sviluppi di una musica ormai storicizzata da parte di interpreti di differenti generazioni—il quintetto Big Monitors, naturalmente ) Knotes and Notes mostra un ensemble magistralmente condotto da Giancarlo Tossani nei meandri di una musica dove linguaggi differenti si annodano e si sciolgono con grande naturalezza e le note risuonano nella loro specificità senza ridondanza, senza orpelli inutili.

Funziona assai bene l’alternarsi di brani di Parker e di composizioni del leader. I primi vengono introdotti esaltando la carica melodica del tema, che prima aggancia l’ascoltatore e poi deflagra nelle improvvisazioni dell’ensemble, a volte infuocate, a volte chirurgiche nella loro essenzialità. I brani di Tossani—la maggior parte dei quali al di sotto dei due minuti—veicolano un concetto di improvvisazione e di organizzazione sonora che esalta l’arte della sottrazione, con le note che richiedono spazio, aria intorno a sè, per potersi confrontare e trovare direzioni inaspettate. Il quintetto si muove alla grande, la fantasia e la creatività dei singoli sono messe al servizio di una musica fortemente collettiva, con i tratti distintivi personali che affiorano qua e là e contribuiscono ad arricchire la visione ultima.

Sorprendenti le due tracks che vedono l’intervento della giovanissima Amanda Noelia Roberts. L’andamento quasi innodico di «Old Tears», ballad di commovente bellezza, assume contorni ruspanti, meno elegiaci rispetto alla versione originale con Leena Conquest, grazie al timbro ruvido e vibrante di Roberts che rende il brano ancora più intrigante. In «Autumn Leaves + Vermeer» Roberts si muove con disinvoltura tra una sorta di spoken word nella prima parte ed un vocalizzo ingannevolmente dolce per una lullaby dai contorni stranianti nella seconda. Insomma altri nodi e altre note che si legano e si sciolgono in un album da non mancare.

Album della settimana.

Track Listing

Slipped; In Order to Survive; Binding; Hunk Pappa Blues + Junk Meal; Dream Flag; Sennit; Old Tears; Lashing; Autumn Leaves + Vermeer; Mr. Reeve; Whipping; O’Neal’s Porch; Hitch.

Personnel

Giancarlo Tossani: piano; Gabriele Mitelli: trumpet; Andrea Grillini: drums; Tobia Bondesan: saxophone, alto; Michele Bondesan: bass, acoustic.

Additional Instrumentation

Amanda Noelia Roberts: voice (7,9); Giancarlo Tossani: wurlitzer, virtual synths; Gabriele Mitelli: alto flugelhorn, modular synths.

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