Giancarlo Tossani
Previous Next
  • Home
  • Bio
  • News
  • Projects
    • Big Monitors
    • Synapser
    • Twin Feed
    • Molester Smiles
  • Press
  • Media
    • Albums
    • Photos
    • Videos
  • Booking / Contacts

All reviews: Strange Spy

  • 6 Aprile 2020
  • Giancarlo Tossani
  • · Press

* Comunicato Stampa
*ITA, All About Jazz, Emmanuel Di Tommaso (mar 2020)
*ITA Strategie Oblique, Roberto Paviglianiti (2019)
*ITA Rockerilla, Francesco Buffoli (feb. 2020)
*ITA Editor’s Picks di JAZZIT 109 (gennaio febbraio marzo 2020)
*ITA Editor’s Picks di JAZZIT 109 (gennaio febbraio marzo 2020)
*ITA Musictraks (2019)


COMUNICATO STAMPA
Giancarlo Tossani
“Strange Spy”

All tracks composed*, produced, played and mixed by Giancarlo Tossani
(*except Blackbird by Lennon-McCartney)
Executive Producer: Marco Valente
Mastered by Filippo Strang (VDSS Recording Studio)
Cover Photo: GT & RBD
http://auand.com/au2003
Impegnato in una nuova avventura in solitaria, Giancarlo Tossani porta in casa Auand un lavoro che è allo stesso tempo una sfida e un gioco di specchi: Strange Spy, in uscita il 7 giugno 2019 solo sulle piattaforme digitali.

Come spiega lo stesso musicista, «Strange Spy è l’anagramma di G.T. Synapser, ovvero la band con cui da anni, principalmente, propongo le mie idee musicali. Questa strana, bizzarra spia potremmo quindi considerarla una sorta di alter ego. Un insolito straniero che in una prospettiva musicale anti-romantica dialoga con gli espedienti della tecnologia musicale e le risorse dei menu, alle prese a volte con “Note che non sono le mie”, per parafrasare il titolo del libro di Emmanuel Carrère».

Dopo ben tre album con i Synapser, che avevano reso la band una delle più prolifiche con il marchio Auand Records, con queste tracce Tossani rivela un approccio completamente diverso. Un po’ con l’intento di fare pratica con apparecchi e software che oggi dominano la scena, un po’ per provare a domare la macchina con elementi creativi che vengono fuori dalle falle della tecnologia stessa, parte alla ricerca delle possibilità offerte da circuiti e sistemi binari. Con pazienza e curiosità, il suo scopo è quello di mettere in primo piano proprio l’aspetto meno accattivante del dialogo uomo-macchina: non la perfezione e la linearità, ma l’inatteso. Sono gli imprevisti a diventare a loro volta uno spunto per l’improvvisazione. «È quello che generalmente caratterizza buona parte della mia produzione – aggiunge il pianista – di solito con buoni partner umani e qui invece con un partner che non ha un volto umano ma estremamente servizievole e compiacente». Ma un creativo come Tossani non avrebbe mai potuto omettere la componente umana: nel gioco rientrano anche composizioni vere e proprie, e brani con una parte rilevante di scrittura. Per rendere ancora più vivo lo scambio tra umano e digitale.

ENG

Engaged in a new solo adventure, Giancarlo Tossani brings to Auand a work that is both a challenge and a game of mirrors: Strange Spy, to be released on 7 June only on digital platforms.
As the musician himself explains, “Strange Spy is the anagram of G.T. Synapser, the band with which for years, mainly, I propose my musical ideas. We could therefore consider this strange, bizarre spy a sort of alter ego. An unusual foreigner who in an anti-romantic musical perspective dialogues with the expedients of music technology and menu resources, sometimes dealing with “Notes that are not mine”, to paraphrase the title of the book by Emmanuel Carrère “.

After three albums with Synapser, which had made the band one of the most prolific with the Auand Records brand, with these tracks Tossani reveals a completely different approach. A little with the intention of practicing with appliances and software that today dominate the scene, a bit to try to tame the machine with creative elements that come out of the flaws of the technology itself, partly in search of the possibilities offered by circuits and binary systems. With patience and curiosity his purpose is to put the less appealing aspect of man-machine dialogue in the foreground: not perfection and linearity, but the unexpected. The unforeseen circumstances in turn become a starting point for improvisation. “It is what generally characterizes a good part of my production – the pianist adds – usually with good human partners and here instead with a partner who does not have a human face but extremely helpful and complacent”. But a creative like Tossani could never have omitted the human component: the game also includes real compositions, and pieces with a significant part of writing. To make the exchange between human and digital even more vivid.


ITA, All About Jazz, Emmanuel Di Tommaso (mar 2020)

Proprio dopo aver raggiunto l’ideale sublimazione sonora e l’equilibrio strutturale nell’album Newswok con il progetto Synapser ed il contributo di Ralph Alessi, il pianista e compositore di stanza a Cremona rimescola le proprie carte creative ripartendo (quasi) da zero con il progetto-disco Strange Spy che, fin dal titolo (anagramma di G. T. Synapser), si presenta in quanto alter ego o, come spiega lo stesso Giancarlo Tossani nel comunicato stampa di uscita dell’album, come “un insolito straniero che in una prospettiva musicale anti-romantica dialoga con gli espedienti della tecnologia musicale e le risorse dei menu, alle prese a volte con ‘Note che non sono le mie,’ per parafrasare il titolo del libro di Emmanuel Carrère.”

Strange Spy è sostanzialmente una sorta di gioco di specchi, ma di quelli molto seri, in cui Tossani, con il coraggio e la curiosità di quegli artisti che, come le migliori spie, non temono di sdoppiarsi e diventare altro da sé stessi, integra distorsioni, loop alienanti, spasmi di drum machine, campionature di rumorismi e vociferazioni ed altri elementi elettronici e digitali derivanti da apparecchiature e software molto in voga nell’attuale panorama musicale, con composizioni e sonorità di derivazione umana, con il suo immancabile pianoforte minimale al centro di questa tempesta sonora.
Un progetto assolutamente innovativo, sia concettualmente che formalmente, che tuttavia non sradica del tutto Tossani dal percorso artistico intrapreso, grazie alla presenza di alcuni elementi di coerenza: l’interazione in particolare, concepita sempre come opportunità di risonanza. Ciò che in Strange Spy cambia rispetto al passato sono i soggetti (o meglio: gli oggetti) dell’interazione, che non avviene più solo fra strumenti musicali suonati da esseri umani, ma anche fra rumorismi digitali prodotti dalle strumentazioni, in una relazione uomo- macchina che, intensificando il paesaggio sonoro, scatena imprevisti più che linearità, espansioni invece che confinamenti. Il risultato è un monolite sonoro allarmante e distopico che genera sinapsi oscure e inebrianti.
Ridurre tuttavia Strange Spy a una mera ricerca stilistica fine a sé stessa, sarebbe fuorviante. Ciò che Tossani vuole smascherare è, in ultima istanza, l’imprevedibilità e l’inconsistenza dei frutti dell’automazione. Siamo di fronte a un’opera d’arte totale, che, in quanto tale, è specchio del nostro tempo.
https://www.allaboutjazz.com/strange-spy-giancarlo-tossani-auand-records


ITA Strategie Oblique, Roberto Paviglianiti (2019)

«[…] Lavoro di solito con buoni partner umani e qui invece con un partner che non ha un volto umano ma estremamente servizievole e compiacente». Si riferisce al computer, e alla strumentazione elettronica in genere, il pianista Giancarlo Tossani che nel suo lavoro “Strange Spy” mette insieme quattordici tracce in solo. Ne deriva un album dal piglio sperimentale, con passaggi accennati, situazioni compiute e momenti di estrema visionarietà. Tossani lavora addizionando suoni sintetici alle sue linee pianistiche, capaci di prendere direzioni spiazzanti e vivere attraverso una tensione estetica che si avverte per tutta la durata della performance.

https://strategieoblique.blogspot.com/2019/11/giancarlo-tossani-strange-spy-auand-2019.html


ITA Rockerilla, Francesco Buffoli (feb. 2020)
Giancarlo Tossani, evidentemente, preferisce gli spigoli alle superfici piane; ama l’ostacolo, l’incongruenza sintattica, più della linearità; e il confronto con le sterminate possibilità offerte dai software sembra averlo stimolato a esplorare territori sempre più originali e insoliti, dove alla scrittura vera e propria si abbinano “note che non sono le sue” (per parafrasare Emmanuel Carrère). Gli esiti sono notevoli: il pianista elabora una sorta di psichedelia jazz avveniristica e dominata dalle sonorità digitali. Non vi sono forse brani memorabili, ma Strange Spy è più che altro un esperimento, e gli esperimenti, se sviluppati con competenza, sono sempre INTERESSANTI.


ITA Editor’s Picks di JAZZIT 109 (gennaio febbraio marzo 2020)

” Strange Spy ” è l’anagramma di G.T. Synapser, ovvero del nome del quartetto con cui Giancarlo Tossani ha costruito il suo più recente percorso artistico: ci è utile sapere che questa “ spia strana ” a cui fa riferimento il titolo dell’album – distribuito esclusivamente su digitale – non è altro se non il desiderio di sperimentare nuova musica, ma questa volta in solitaria. L’autore elabora il suo zibaldone di pensieri come un alchimista, tra pianoforte e software, tra suoni analogici ed elettronici, alternando campionatori, distorsioni, loop , drum machine e tappeti sonori tanto ipnotici quanto carichi di groove.


ITA Musictraks (2019)

Com’è nel costume di musictraks (Le nostre recensioni sono effettuate in diretta: ascoltiamo il disco e ne scriviamo, brano per brano) il commento Traccia per traccia.

Dopo un’Intro che sembra servire soprattutto ad avviare la macchina, ecco tutti i rimbalzi sotterranei di A Lot of Hats, che armeggia e frigge con qualche riflesso industrial.

Precept Diversity apre le porte a una varietà di giochi sintetici che si allarga sempre più, lasciando sensazioni jazz.

Scivola sotto la superficie invece School Off, portandosi dietro piccoli battiti e armeggiamenti vari, operando soprattutto sul drumming.

Aphresis (to DFW) sembra spogliarsi di qualsiasi sentimento e vestirsi soltanto di battiti, prima che emergano suoni e poi anche voci che vanno ad affollare il brano.

Molto più “melodico” e fluido il discorso impostato da Unwise Veils, che lascia sempre spazio a simil-improvvisazioni di stampo jazz, ma su un tappeto sonoro più classico.

Pianoforte, minimalismo e piccole distorsioni costellano l’inquietante King to King.

Il pianoforte domina anche Disclosure, ma qui i sentimenti sono più pieni e l’atmosfera più oscura.

Situazioni estremamente vertiginose quelle messe in moto da The Still Point, una sorta di battaglia fra analogico ed elettronico.

Fun Angle torna alla fluidità precedente, inframezzata da battiti piuttosto pesanti e corposi.

Note in apparenza casuali quelle di Skipping indeed, con voci che contribuiscono con mormorii di fondo.

Con Retrochord ci si trasferisce al jazz club e ci si tuffa testa avanti in un flusso di note molto consistente.

Titolo beatlesiano per Blackbird, che cinguetta al piano con note alte e libere. Il disco chiude con un’Outro che lascia spazio al piano.

Un lavoro interessante e ricco di spunti, quello di Giancarlo Tossani, che si mette a giocare con macchine diverse ottenendo risultati spesso notevoli.

https://www.musictraks.com/giancarlo-tossani-strange-spy-recensione

« Prev Next »

Vai a / Go to

  • Albums
    • Auand Meets NYC
    • Beauty is a rare thing
    • Coherent Deformation
    • Jingle Bells
    • Knots and Notes
    • Newswok
    • Nightrumor
    • Opus Soup
    • Social Music
    • Strange Spy
  • Events
  • Interviews
  • News
  • Photos
  • Press
  • Projects
    • Big Monitors
    • MITO
    • Molester Smiles
    • Synapser
    • Twin Feed
    • We Remember Steve
  • Slide
  • Spotify
  • Videos

© 2004 - 2026 Giancarlo Tossani | Privacy Policy | Web & Hosting by Web Engine

  • iTunes
  • SoundCloud
  • Deezer
  • Spotify
  • Facebook
  • YouTube